L’emblema della Repubblica

Subito dopo il 2 giugno del 1946, si pose il problema di uno stemma per la nuova Repubblica Italiana, in sostituzione dello scudo sabaudo, simbolo legato alla monarchia dei Savoia.
La scelta dell’emblema non fu facile. Ci vollero ben due concorsi pubblici e due anni di lavoro, per un totale di circa 800 bozzetti presentati e un coinvolgimento di circa 500 fra artisti e dilettanti.
Al primo concorso, bandito il 5 novembre 1946, parteciparono 341 candidati che presentarono 637 bozzetti. Arrivarono le più svariate e spesso bizzarre rappresentazioni simboliche: da danze di delfini contornati da spighe a scudi araldici turriti, da carrocci medioevali con trombe della vittoria a timoni, da berretti frigi a incudini a ciminiere. Furono selezionati inizialmente 25 lavori, tra i quali venne prescelto l’elaborato di Paolo Paschetto, raffigurante una cittadella turrita bagnata dalle acque e illuminata da una stella di cinque punte raggiante, il tutto racchiuso in una ghirlanda d’ulivo. Il bozzetto, però, sollevò molte critiche e anche per questo venne indetto un altro concorso. Si era nel giugno 1947.

Emblemi della Repubblica Italiana disegnati da Paolo Paschetto
Emblemi della Repubblica Italiana disegnati da Paolo Paschetto

Per il secondo concorso furono presentati 197 bozzetti e ancora una volta risultò vincitore Paolo Paschetto (1885-1963), professore di disegno all’Istituto di Belle Arti di Roma e artista polivalente, autore, fra l’altro, di numerosi francobolli, compresa la prima emissione italiana di posta aerea.
Nella seduta del 31 gennaio 1948, l’Assemblea Costituente approvò, non senza contrasti, il bozzetto prescelto: una ruota dentata d’acciaio, simbolo del lavoro, caricata al centro da una stella bianca a cinque punte bordata di rosso e circondata da un ramo di ulivo, simbolo della pace, e da uno di quercia, simbolo di forza e di dignità del popolo italiano. I due serti sono legati da un nastro rosso con la scritta, in bianco, «Repubblica Italiana».
Il 5 maggio 1948, il Presidente della Repubblica Enrico De Nicola firmò il decreto legislativo n. 535, consegnando così all’Italia il suo emblema.

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