Norme per la concessione delle onorificenze dell’O.M.R.I.

L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ha lo scopo di «dare una particolare attestazione a tutti coloro che abbiano speciali benemerenze verso la Nazione», come recita l’articolo 1 della legge istitutiva del 3 marzo 1951, n. 178. A tale legge hanno fatto seguito le norme di Attuazione (D.P.R. 3.5.1952, n. 458) e lo Statuto (D.P.R. 31.10.1952). Infine, con il D.P.R. 30 marzo 2001 n. 173, le insegne sono state rinnovate nella foggia. A quest’ultimo atto voluto dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ha fatto seguito la circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 agosto 2002, nella quale vengono indicate le nuove norme per il conferimento delle onorificenze, con particolare riferimento alle candidature dei pubblici dipendenti, ma estensibili a tutti i cittadini.

Roma, 23 gennaio 2008. Il presidente Giorgio Napolitano con i presidente emeriti della Repubblica: Carlo Azeglio Campi, Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga, in occasione del 60° anniversario della Costituzione italiana
Roma, 23 gennaio 2008. Il presidente Giorgio Napolitano con i presidente emeriti della Repubblica: Carlo Azeglio Campi, Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga, in occasione del 60° anniversario della Costituzione italiana

Nello Statuto, all’art. 1, si legge che l’O.M.R.I. «è destinato a ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia e del disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte ai fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari». La citata circolare del 2002 richiama le amministrazioni all’osservanza di alcuni criteri-guida nella formulazione delle segnalazioni, in linea con lo spirito e le finalità dell’istituto onorifico.
Nel 2001, in occasione del 50° anniversario dell’ordine, il Presidente Ciampi volle dare un nuovo forte impulso allo spirito del primo articolo dello Statuto, sottolincando il valore del merito, riconosciuto come uno dei princìpi fondanti del comportamento dello Stato, della Pubblica amministrazione e delle istituzioni di governo, centrali e locali. Allo stesso tempo, il Capo dello Stato individua nel volontariato e nell’impegno sociale ulteriori elementi di valutazione.
Al fine di preservare il prestigio dell’ordine, è stato ridotto il numero di onorificenze conferibili, rideterminando il relativo contingente annuo. A tale proposito, i singoli dicasteri sono stati richiamati a formulare segnalazioni di persone «limitatamente a casi che meritano particolare considerazione, attestata da approfondita ed adeguata istruttoria, che consenta di accertare la sussistenza dei requisiti necessari e l’assenza di indegnità».

Quirinale, 15 maggio 2006. Cerimonia di consegna delle insegne di Capo dell'O.M.R.I. da parte del Presidente Cianpi al suo successore Giorgio Napolitano
Quirinale, 15 maggio 2006. Cerimonia di consegna delle insegne di Capo dell’O.M.R.I. da parte del Presidente Cianpi al suo successore Giorgio Napolitano

Un ulteriore richiamo, inserito nella circolare, raccomanda che le segnalazioni di conferimento prescindano dal criterio dell’automatismo legato all’anzianità, all’appartenenza a categorie sociali, carriere e gradi, privilegiando il merito personale e sociale. Le proposte, inoltre, devono essere sostenute con motivazioni congrue e adeguate al grado onorifico richiesto.
Non è pertanto sufficiente che la proposta sia accompagnata da un generico riferimento a «speciali benemerenze verso la Nazione», ma è necessario che la motivazione illustri i meriti che contraddistinguono la persona da insignire. Particolare riconoscimento spetta a coloro che, con spirito di dedizione e disinteresse, contribuiscono alla promozione e alla salvaguardia della cultura, dell’ambiente, della biodiversità, della salute umana, promuovendo i settori della vita sociale inerenti alla famiglia, alla scuola, al lavoro ed allo sviluppo economico attraverso il proprio apporto personale e professionale.
Nel caso dei dipendenti della Pubblica amministrazione, l’onorificenza viene riconosciuta a coloro i quali, previa valutazione della qualifica rivestita, nonché delle doti professionali e culturali dimostrate, abbiano svolto il proprio servizio con cura e dedizione, nell’intento di migliorare l’istituzione in cui operano, fornendo un servizio disinteressato alla collettività, meritando la gratitudine della Repubblica.
Vanno inoltre individuati, con l’aiuto delle autorità che operano sul territorio, i dipendenti che svolgono attività assistenziale e di volontariato, che si prodigano operando con sensibilità, generosità ed impegno eccezionali. Non sarà pertanto possibile procedere alla segnalazione di dipendenti che abbiano riportato note di demerito o sanzioni disciplinari.

Il presidente Giorgio Napolitano nel suo studio al Quirinale
Il presidente Giorgio Napolitano nel suo studio al Quirinale

La circolare dell’8 agosto 2002 della Presidenza del Consiglio dei Ministri si conclude con la raccomandazione di corredare le segnalazioni di tutte le informazioni raccolte sulla persona, sui suoi meriti e sulle eventuali onorificenze già conferite, in modo che le singole pratiche siano il più possibile esaustive, onde evitare il dar corso a proposte non regolarmente compilate.
Fra il 2006 e il 2007 il contingente onorifico è stato ridotto di circa il 20% rispetto al periodo precedente, mentre un’ulteriore riduzione del 20% si è avuta fra il 2008 e il 2009. Tuttavia, le assegnazioni effettive sono rimaste sempre al di sotto della quota annuale prevista, con un ulteriore riduzione complessiva dei conferimenti nel 2011, che porta a non superare le 5000 unità nelle cinque classi di merito, nei due decreti annuali previsti, con la media di circa un insignito ogni 12.000 cittadini italiani.

Città del Vaticano 20 novembre 2006. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita ufficiale a Sua Santità Benedetto XVI, indossa il collare e la placca dell'Ordine Piano
Città del Vaticano 20 novembre 2006. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita ufficiale a Sua Santità Benedetto XVI, indossa il collare e la placca dell’Ordine Piano

L’intento è quello di aumentare l’autorevolezza dei riconoscimenti onorifici, infatti il prestigio degli ordini cavallereschi è direttamente proporzionale alla loro esclusività. La reputazione e la rispettabilità di cui godono ancora oggi la maggior parte delle istituzioni cavalleresche ed onorifiche, perlomeno in certi strati della popolazione, hanno contribuito a mantenerne alto il prestigio nonché ambìto il riconoscimento.

[Circolare 8 agosto 2002 del Segretariato Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri: «Conferimento delle onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”». Tatto da Notiziario A.I.O.C. anno IX giugno 2009 n. 1]

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